venerdì 1 febbraio 2013

I GIOVANI DEGLI ANNI SESSANTA pt 14 - Come giudicano la realtà in cui vivono (il problema dell'altro)

 
Vi trovate meglio quando siete soli o quando siete in compagnia?
 
 
 

altre risposte: non bene né sola né in compagnia - solo con i miei sogni - non lo so a 18 anni o si sta soli o si vorrebbe stare con una donna, bionda magari - amo la compagnia, ma nella solitudine trovo quella calma e serenità che mi permette di capirmi e studiarmi.



altre risposte: in compagnia, ma sto bene anche da solo - in compagnia, ma di veri amici - quando sono felice in compagnia per potermi divertire, quando sono triste e nei momenti di sconforto desidero tanto la solitudine - in compagnia perchè mi piace essere allegro - in compania, di uomini - mi trovo bene da solo perchè ragiono fra me e me, e in compagnia perchè mi diverto.
 
 
 
Come vi sentite in mezzo ai compagni della vostra età?


 
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La spregiudicatezza delle nuove generazioni, una certa brutalità di espressione, l'anticonvenzionalità e la radicale trasformazione dei modi tradizionali di impostare i rapporti umani hanno ucciso le vecchie "buone maniere?   Dieci anni fa questo timore, che col tramonto del galateo dei nostri padri fosse finita una certa gentilezza di modi, non era altrettanto vivo: erano crollati, allora, ben altri istituti e s'erano sconvolte ben più essenziali tavole di valori che non il codice convenzionale dei comportamenti sociali.
 
 
Cosa pensate delle cosiddette buone maniere ?
 
 

altre risposte: la volgarità è il difetto peggiore che un'uomo può avere - le buone maniere devono essere l'espressione di un sentimento di rispetto anche verso noi stessi e in ogni caso verso gli altri, sia per quello che sono, sia per quello che rappresentano - mi piace l'educazione, però mi piace essere anticonformista - sono utili, ma bisognerebbe essere più sinceri - non devono diventare gesti teatrali e artificiosi - bisogna distinguere tra buone maniere dettate da sincerità,da necessità, da ipocrisia - sento nostalgia di un mondo veramente più educato perchè una volta la schiettezza era legata alla buona educazione, oggi invece si adoperano le buone maniere quando si ha l'intenzione di compiere, o si è già compiuto, un danno nei confronti della persona con cui si è gentili - sono indice di educazione quando non sono affettate, altrimenti diventano indice di servilismo.

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"I GIOVANI DEGLI ANNI SESSANTA" di Ugoberto Alfassio-Grimaldi e Italo Bertoni (Laterza, 1964)

 
 

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