giovedì 10 gennaio 2013

I GIOVANI DEGLI ANNI SESSANTA pt 6 - Le convinzioni (la voce della coscienza, Dio, lo Stato e la legge morale)

 
 
 
A vostro avviso, la cosiddetta voce della coscienza esiste? La sentite?
 
 
 
alcune aggiunte alle risposte: penso che esiste, ma non l'ho mai sentita - peccato che si faccia sentire sempre dopo le malefatte - secondo me la voce della coscienza è la paura, e tutti un pochino di paura la proviamo spesso - è una cosa elastica: prende le abitudini dell'uomo ed è di solito compiacente - esiste in colui che la vuol sentire - non la sento e mi fanno ridere quelli che ne parlano così di sovente.

 
alcune aggiunte alle risposte: in chiave meno approssimativa e più scientifica si chiama Super-io - sì, se per coscienza non si intende la morale conformista - trovo più giusto definirla "principi morali" - più che "voce della coscienza", è un giudizio estetico ed etico del proprio inconscio - la coscienza siamo noi - sì, in quanto ce l'autocreiamo - esiste qualcosa di analogo, un costante ammonimento a rispettare il prossimo ed a vivere secondo una morale che trova le sue radici nella società.




Credete veramente in Dio?
 
 
 
alcune aggiunte alle risposte del Liceo scientifico: in un Dio è necesario credere - credevo in Dio, ora ho dei dubbi; certo, però, era molto più facile viver con Dio che senza Dio - credo che Dio esista, ma non so spiegarmi il perchè - credo in un Essere superiore e basta, la morale me la faccio io secondo ragione - vorrei essere sicuro di crederci, ma temo che la mia sia solo ricerca di qualcosa su cui appoggiarmi - sono in un periodo di assestamento religioso - credo veramente, ma oggi, dovendo rispondere, mi rendo conto di non aver mai approfondito la questione.
.
alcune aggiunte alle risposte dell'Istituto magistrale: ci credo solo perchè, quando me ne distacco, la vita mi sembra un incubo e non riesco a ritrovare me stessa - credo, benchè debba confessare che ho spesso molti dubbi; beh, cerco di scacciarli - sì, però spesso vivo come se non ci fosse - lo sento anche quando ne sono lontana.
.
alcune aggiunte alle risposte del Liceo classico: credo in un Ente Supremo, ma troppo lontano e perfetto per piangere con noi - il mio Dio è solo mio - credo in un Dio personale, diverso dal Dio cristiano, non rientrante in nessuna religione collettiva, ma per questo universale - credo in un Dio come Potenza suprema, Perfezione regolatrice dell'universo, ma non come partecipe alla storia e alla vita umana - credo, pur avvertendo l'oscurità di alcuni punti - spesso ho dei dubbi sulla veridicità di ciò che viene predicato - credo, ma non accetto tutto, e critico qualche punto della religione che mi hanno insegnato.

 
 


Se lo Stato italiano vi ordinasse cosa contraria alle vostre convinzioni e alla vostra legge morale, come vi comportereste?
 
 
 
commenti a "obbedirei allo Stato": se fossi militare obbedirei comunque allo Stato - ho paura della prigione - obbedirei perchè desidero una vita tranquilla, pur mantenendo le mie idee - lo Stato è il mio secondo padre, a cui bisogna sempre ubbidire pur non volendo - chi non obbedisce non è un onesto cittadino - bisogna obbedire allo Stato che rappresenta l'ordine, la giustizia e spesso il bene comune - obbedirei, a meno che non ordini cose contrarie alla religione, nel qual caso seguirei i dettami di quest'ultima - anzitutto tenterei di unire la legge dello Stato e la mia morale: se ciò non fosse possibile, obbedirei alla legge dello Stato - se uno Stato è buono non può ordinare una legge contrastante con la morale - se cosa evidentemente utile al bene supremo, non mi curerei di nessuna legge morale - il cittadino ha il dovere di obbedire allo Stato finchè crede che esso agisca per il bene collettivo: se no emigri.
.
commenti a "obbedirei alla mia morale": non mi sento legato allo Stato da nessun vincolo patriottico - allo Stato solo finchè non è in contrasto con la morale cattolica - la coscienza e la volontà dell'uomo non sono iscritte all'anagrafe, ma sono libere - se vedessi nello Stato dell'illegalità, senz'altro mi ribellerei - lo Stato italiano non può assolutamente imporsi alla libera coscienza dei cittadini.
.
altre risposte: secondo la mia convenienza - obbedirei alla morale solo se l'eventuale danno che ne potrebbe derivare colpisse esclusivamente la mia persona - dipende dalla gravità della cosa imposta - disobbedirei senz'altro al governo attuale - se l'ordine imposto andasse contro la libertà disobbedirei allo Stato e lo combatterei - chiederei consiglio al mio confessore - cercherei in tutti i modi possibili di conciliare le due leggi - per me lo Stato dovrebbe servire soltanto a coordinare la vita dei cittadini - esiste sempre una terza strada prendendo la quale ciascuno può fregarsene della morale e dello Stato - cercherei di conciliare l'una all'altra, per raggiungere il mio utile - si cerchi di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, perchè è un sacrosanto dovere obbedire ad entrambe - sceglierei il minore dei mali - spero che lo Stato abbia sempre leggi in accordo con la mia morale.




commenti a "obbedirei allo Stato": certo non come i criminali nazisti - la legge dello Stato rappresenta quella di tutti gli uomini, e il mio giudizio non conta, nel senso che io potrei anche sbagliare; e poi, dipende da quello che mi ordina - ...ma mi rimorderebbe la coscienza - ...anche se ciò contrastasse con la mia morale, perchè sarebbe troppo comodo sfuggire tutte le cose che contrastano la nostra morale - obbedirei, ma cercherei poi il momento opportuno per ribellarmi - obbedirei per vigliaccheria - l'obbedire è presupposto fondamentale all'ordine e a tutta la vita della nazione: d'altronde la legge va accettata come espressione della maggioranza - le leggi dello Stato non possono essere del tutto amorali - obbedirei perchè la morale spesso guida istinti singoli - ...perchè se agisce contro la mia morale, senza dubbio deve essere stato spinto da un grave motivo - per forza, il padrone è lui! - obbedirei perchè penso che anche la mia legge morale può essere imperfetta.
.
commenti a "obbedirei alla mia morale": è molto difficile comportarsi come vorremmo e molte volte siamo portati dalla corrente - dipende dalle conseguenze, se non sono gravi - disobbedirei, o agirei contro, perchè questo risponde alle mie convinzioni politiche - prima di essere cittadini siamo uomini - obbedirei alla mia morale se fosse sicuramente uguale a quella cattolica - penso, almeno, di essere abbastanza forte per farlo - le leggi costituiscono solo un pretesto di giustizia - nell'ordine stesso sta la violazione della nostra libertà di scelta - penso però che un caso simile non si realizzerà mai - ....se lo Stato dovesse andare contro la mia libertà spirituale.
.
altre risposte: per non disobbedire né all'una né all'altra, io andrei in esilio - chiderei consiglio a Dio perchè mi aiuti a risolvere questo pesante problema, e la più giusta risposta l'otterrei da Lui - mi sentirei in dovere di obbedire alla mia morale, ma non so se ci riuscirei - lo Stato non deve avere la possibilità di ordinarmi cosa contraria alle fondamentali esigenze che sono universali - disprezzerei nel mio intimo la legge, ma obbedirei allo Stato, la cui legge sta al di sopra del mio egoismo, o comunque del mio sentimento individuale - a nessuno piace avere grane con lo Stato - fino ad un certo limite si può obbedire allo Stato, oltre no - fareì come Cristo: darei a Cesare quel che è di Cesare, ma prima a Dio quel che è di Dio - ciò che lo Stato chiederebbe contro la mia legge morale può avvenire soltanto in periodo di guerra - questo non è possibile perchè l'ordinamento giuridico è strettamente legato alla morale, e non può andare contro di lei - questo caso non dovrebbe accadere, perchè se accadesse succederebbero disordini gravissimi all'interno del paese.

 
 

==========================================
"I GIOVANI DEGLI ANNI SESSANTA" di Ugoberto Alfassio-Grimaldi e Italo Bertoni (Laterza, 1964)

Nessun commento:

Posta un commento